Bambini e tecnologia, intervista allo psicologo Eddy Chiapasco

Bambini e tecnologia, intervista allo psicologo Eddy Chiapasco


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eddy_chiapasco_profiloQual è il rapporto tra educazione e intrattenimento con uno smartphone o un tablet? Positivo o negativo? Lo abbiamo chiesto a Eddy Chiapasco, Psicologo Coordinatore Gruppo di Lavoro “Psicologia e Nuove Tecnologie” dell’Ordine Psicologi Piemonte, www.eddychiapasco.it

Non credo sia possibile definire positivo o negativo questo rapporto in base allo strumento utilizzato. Penso che sia invece essenziale ragionare sul “come” lo si utilizza; in questo senso anche solo capire insieme ai ragazzi quali attività o “intrattenimenti” siano opportune e quali invece siano da evitare sarebbe già un’ottima occasione educativa.

Come si può usare la tecnologia per attirare l’attenzione dei bambini senza però perderne il controllo?

I bambini sono “naturalmente” attratti dalle nuove tecnologie. Il compito degli adulti è quello di aiutarli a sfruttare le grandi opportunità offerte dalla rete senza perdere mai il legame con il mondo reale. Condividere regole sui tempi e promuovere attività ludiche alternative potrebbe essere una prima buona strategia.

Anatomicamente, il cervello di bambini tra i 3 e i 6 anni è già strutturato per usare la tecnologia?

Il cervello dei bambini tra i 3 e i 6 anni è in una fase di sviluppo molto delicata. Alcune funzioni, come ad esempio quelle cognitive superiori, si svilupperanno solo dopo molti anni. Questo rende necessaria una particolare cautela soprattutto nella scelta delle attività svolte attraverso le nuove tecnologie.

Ci sono dispositivi più adatti di altri? Computer, videocamere, smartphone, tablet…

Uno Smartphone o un tablet incorporano praticamente tutte le funzioni di un computer. Ci sono però tecnologie “di base” come ad esempio una macchina fotografica o una videocamera che possono essere utilizzate dai ragazzi per divertirsi senza correre rischi. Allo stesso tempo consentono di avviare un importante processo educativo sul mondo delle fotografie e delle immagini che diventerà presto fondamentale per loro.

Sono così potenti da poter cambiare, in positivo o in negativo, lo sviluppo dei bambini?

Credo di si. Le ricerche finora condotte sull’argomento sono concordi nel sostenere che l’utilizzo delle nuove tecnologie generi nuove/differenti connessioni neurali. Sembrerebbe d’altronde intuitivo giacchè tutte le nostre esperienze hanno un riscontro su base neuro anatomica.

Dove si nascondono le insidie nell’uso precoce della tecnologia?

Se i bambini sono “naturalmente” attratti dalle nuove tecnologie, la prima insidia nasce dal fatto che potrebbero essere portati a farne un uso eccessivo. Un’altra grande insidia è dovuta al fatto che attraverso le nuove tecnologie possono venire in contatto con contenuti che non sono stati pensati e non sono adeguati per la loro età.

La tecnologia può aiutare in qualche modo bambini con bisogni speciali?

Certamente. Esistono ausili informatici, software, siti di informazione dedicati ai bambini con bisogni speciali. Le nuove tecnologie offrono inoltre una serie di importanti risorse anche per i familiari consentendo loro di entrare in contatto con esperti e altri genitori con cui condividere e affrontare i percorsi più opportuni.

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